INTERVISTE IMPOSSIBILI: DIANE FOSSEY

 DIANE FOSSEY

San Francisco 1932 –Rwanda 1985

 Celebre zoologa, si è battuta per la salvaguardia dei gorilla di montagna e del loro delicato habitat.

Per questo è stata brutalmente uccisa il 26 gennaio del 1985.

 Sono trascorsi esattamente trent’anni dalla scomparsa di Diane Fossey, eppure quanti ricordano il suo lavoro e la sua tragica fine.

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Diane Fossey con un cucciolo di Gorilla di montagna.

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Attraverso lo strumento letterario dell’intervista impossibile la redazione di Naiku vuole rendere omaggio a una donna straordinaria, a cui, probabilmente, si deve la sopravvivenza dei pochi esemplari di gorilla di montagna ancora presenti sul “nostro” pianeta.

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Miss Fossey, è vero che la sua avventura con i gorilla ebbe inizio grazie ad una vacanza improvvisata?

 Sì, iniziai ad interessarmi alle scimmie antropomorfe dopo aver letto un libro del noto zoologo George Schaller. Decisi di visitare l’Africa e con qualche migliaio di dollari, risparmiati con piccoli lavoretti, comprai un biglietto aereo per la Tanzania. Furono sei settimane indimenticabili, in cui ebbi la possibilità di lavorare con il Dottor Louis Leakey. Noto zoologo.

 

E dopo cosa accadde?

Ritornata negli Stati Uniti, pensavo che non avrei avuto più occasione di rivedere l’Africa, e invece mi sbagliavo. Nel 1966 fui richiamata, per un importante studio, dal Dottor Leakey, e rimasi in Africa quasi per il resto della mia vita.

 

Con il suo impegno ha fatto conoscere al mondo una specie preziosa sull’orlo dell’estinzione; sbaglio o negli anni settanta si contavano appena 350 gorilla?

Purtroppo il dato è preciso.  Negli anni ’60 il commercio di specie esotiche era molto diffuso, e i gorilla erano animali richiesti soprattutto dagli zoo di Europa e Stati Uniti. Spietati bracconieri organizzavano di continuo battute di caccia che mettevano a rischio la sopravvivenza dell’intera specie.

 

Quando ci fu un primo segnale positivo?

Nel 1970 il National Geographic Magazine inviò presso il mio campo di ricerca in Rwanda un suo fotografo, Bob Campbell. Le foto di Bob fecero il giro del Mondo trasformando me e i miei amati gorilla in celebrità internazionali. Questo mosse le coscienze collettive e spinse i governi locali a intraprendere campagne di tutela verso i gorilla.

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Ma non tutto andò  per il verso giusto?

La tensione introno al mio campo iniziò ad aumentare, con ripetuti atti di intimidazione. Il pericolo era così alto che nel 1981 dovetti lasciare il Ruwanda, per tornarvi solo nel 1983.

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A 25 anni dalla sua scomparsa le popolazioni di gorilla africani sono in lenta ma costante ripresa, qual è il motivo di questo piccolo miracolo ecologico?

Paesi come Il Rwanda, la Tanzania, lo Zaire hanno compreso che i Gorilla possono essere un’importante risorsa economica. Molti turisti visitano ogni anno i Parchi e le riserve in cui i gorilla sono protetti, portando benessere alle popolazioni residenti. Certo, lo si fa per un motivo economico, ma in paesi attraversati da continue emergenze ambientali e umanitarie è comunque un grande risultato.

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P.J. Douglas

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