GIAPPONE: LA TERRA DEGLI HAIKU

Il Giappone è un paese unico, tanto affascinante quanto complesso. Lo è nella sua instabile orografia quanto nelle sue antiche tradizioni e  stratificazioni culturali.

Nessun visitatore può rimanere indifferente al fascino del Giappone, ma occorre un impegno particolare per potersi addentrare nella profonda essenza del suo immenso patrimonio culturale e naturalistico.

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Il passo di Inume a Kōshū. Tratto dall’opera: “36 vedute del Monte Fuji”.

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In pochi altri luoghi, infatti, natura e cultura sono così intrecciate da formare un unicum inseparabile.

I paesaggi giapponesi sono fatti di terra e mare ma anche di parole e immagini, come quelle che danno forma agli haiku, brevi componimenti poetici costruiti sul potere immaginifico degli ideogrammi, capaci con la loro apparente semplicità di influenzare i maggiori esponenti della letteratura occidentale moderna.

Kerouac, Ungaretti, Eluard, D’Annunzio, Borges, Rilke, Saba sono solo alcuni dei poeti rimasti affascinati dagli haiku, tanto da diffonderne la conoscenza in Europa e in America.

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Ma che cos’è un haiku? Tecnicamente è un breve componimento poetico formato da tre versi di 17 “on” suoni (sillabe, per noi occidentali) divisi nello schema metrico 5 – 7 – 5, che ha per tema principale la natura, rappresentata non in modo descrittivo ma emozionale, attraverso l’apparente contrapposizioni di due parti grammaticalmente indipendenti, la cui sintesi riesce a mostrarne l’autentica bellezza.

Ma al di fuori delle descrizioni stilistiche, gli haiku devono la loro fama alla capacità di racchiudere in uno spazio poetico minimo l’essenza del pensiero giapponese. Essenzialità affidata a brevi ma evocative immagini e che si contrappone al gusto per un’eccessiva verbosità tipico dell’approccio intellettuale occidentale.

“Colpo d’accetta:

profumo inaspettato

nel bosco invernale”

Yosa Buson (1715-1783)

L’haiku è una poesia dai toni semplici, senza alcun titolo, che elimina fronzoli lessicali e retorica e richiede una grande sintesi di pensiero e d’immagine.

L’osservazione dell’avvicendarsi delle stagioni e dei fenomeni naturali, anche di quelli in apparenza insignificanti, è un altro carattere essenziale degli haiku. Un osservazione che conduce non a un giudizio ma a una riflessione sul valore attribuito alla vita.

Gli haiku sono composti di dettagli percepiti dai cinque sensi. Compito del poeta non è quello di dire ma di mostrare. Negli haiku, infatti, nulla è spiegato, tutto è suggerito. Ogni singola parola vie ponderata con cura, perché allude a molteplici chiavi di lettura. Come pietre gettate in uno stagno, le parole degli haiku creano centri concentrici di significati che si propagano con ampiezze indefinite.

Lo haiku nasce nel XVII secolo, ovvero, nel Periodo Edo, epoca d’oro della cultura classica nipponica in cui fiorirono arte e letteratura, imprese epiche e codici etici, capaci di imprimersi nei secoli successivi nell’immaginario mondiale.

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Ritratto del maestro Matsuo Basho (1644 – 1694).

Il  padre spirituale di questa singolare forma poetica può essere identificato nel poeta Matsuo Basho, figura leggendaria, circondata ancora oggi da un’aurea di sacralità. La sua ispirazione ha origine dalle sue continue peregrinazioni lungo le faticose strade del Giappone. Attraverso interminabili viaggi, condotti in estrema povertà, Basho affina le sue doti poetiche, vivendo come un asceta. Matsuo Basho muore prematuramente, logorato nel fisico, nel 1694, ma alla sua morte la sua produzione poetica è talmente famosa da essere definita: “lo stile giusto”.

A distanza di quasi quattro secoli gli haiku sono una delle espressioni poetiche più note al mondo, impiegati perfino in percorsi terapeutici. Numerose sono i centri e le associazioni, presenti ovunque, impegnate nell’insegnamento e diffusioni degli haiku, quali, ad esempio, l’Haiku Society of America, con sedi sparse in tutta America o  l’Associazione Italiana Haiku, punto di riferimento nazionale per gli studi sulla poesia haiku. L’Associazione promuove e cura, in tutta la penisola, eventi letterari dedicati a questo genere poetico, (www.aih-haiku.it).

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Mariano Salvatore

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