IL GIARDINO FANTASTICO DI NIKI DE SAINT PHALLE

Cosa succede quando un’artista eccentrica e visionaria scopre uno dei paesaggi più belli della Toscana?  Nasce un’opera  unica, fatta di arte e natura, conosciuta come il Giardino dei Tarocchi di Capalbio.

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Giardino dei Tarocchi di Capalbio, Le Nanas

Capalbio, uno dei borghi storici più belli d’Italia, poco distante da Grosseto e dalle spiagge della Maremma, che nel dopoguerra rischiava di essere abbandonato per sempre, oggi nota meta turistica dove mare e colline fanno da sfondo al ricco patrimonio culturale della zona.

Di buon cibo e cultura si nutrono, infatti, i toscani e i turisti che vi trovano ospitalità. Cibo e cultura, due elementi che aiutano uomini e donne a sognare e, proprio da un sogno di una notte toscana è nato il parco di Niki de Saint Phalle, pittrice, scultrice e regista francese. Un sogno che lascia senza parole, ma che ha impiegato quasi 20 anni a trasformarsi in realtà.

Niki, al secolo Catherine Marie-Agnès de Saint Phalle, è un’artista famosa quando arriva a Capalbio. Le sue opere straordinarie e bizzarre sparse in tutto il mondo, sono spesso frutto di intense  collaborazioni, come il Noha’s Ark, realizzato con l’architetto ticinese Mario Botta per il giardino zoologico di Gerusalemme, o la celebre la Fontana Igor Stravinskij, vicino al Centre Pompidou di Parigi, a cui ha lavorato con lo scultore Jean Tinguely.

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Il Sole. Scultura ispirata all’arcano dei Tarocchi.

Per il Giardino dei Tarocchi, opera ispirata al Parc Güell di Gaudì e al Giardino dei Mostri di Bomarzo, l’artista francese realizza 22 sculture monumentali, alcune delle quali abitabili, che rielaborano gli arcani maggiori dei Tarocchi.

Costruite in cemento e ferro e ricoperte da un caleidoscopico mosaico di specchi, vetri e ceramiche, i Tarocchi della Saint Phalle creano un mondo fantastico in cui il visitatore è chiamato a compiere un percorso iniziatico, attraverso i molteplici significati delle sculture.

Nel tentativo riuscito di integrare binomi quali arte-natura, tradizione-contemporaneità, forme-colore, materia spirito, questa cittadella dell’arte gioca col paesaggio circostante, sfruttandone la rigogliosa vegetazione della macchia mediterranea, per svelarsi poco alla volta agli occhi dei visitatori che una volta oltrepassato l’imponente varco di accesso devono affidarsi ai sentieri modellati sulla sinuosa orografia collinare dei circa due ettari del parco per scoprire tutto quello che vi è contenuto.

L’artista ha voluto donare a ciascuna scultura un “abito di luce” dai colori intensi e vivacissimi, quasi fossero uscite dal pennello di Matisse o Picasso.

La “curva” è la cifra stilistica adottata da Niki, declinata alla perfezione nell’Imperatrice, una grande madre dai seni prominenti che all’interno contiene un’abitazione completa di tutto, dalla cucina alla camera da letto, in cui sono esclusi soltanto gli angoli.

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L’imperatrice. All’interno si sviluppa un appartamento curvilineo.

Figure meno monumentali e rassicuranti si ergono isolate in piccole radure. La Morte, simboleggiata da una ghignante figura dorata in sella ad un cavallo blu che falcia incurante uomini e animali posti ai suoi piedi.

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Il Mondo. Scultura realizzata con Jean Tinguely

Il Diavolo, in agguato sul fondo di una nicchia vegetale, dal corpo coloratissimo che mette in mostra una sessualità incerta ed, infine, il Mondo, eseguita insieme a Tinguely, autore della macchina posta alla base, che fa ruotare ad intervalli regolari la sfera di specchi stretta tra le spire di un serpente e sovrastata da una figura di donna a braccia aperte.

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La Morte. Raffigurata intenta a falciare uomini e animali.

Il Giardino dei Tarocchi aperto ufficialmente il 15 maggio del 1998, è una delle ultime creazioni artistiche delle Saint Phalle (morta a San Diego, il 21 maggio 2002), perfetta sintesi della  sua personale  concezione artistica, oltre che l’opera che l’ha impegnata maggiormente anche in termini finanziari, costata 10 miliardi di lire e completamente autofinanziata dall’artista attraverso il lancio di una linea di profumi.

Il Giardino dei Tarocchi si può definire una sorta di ultimo dono che la scultrice francese ha voluto sistemare con cura tra il verde delle colline grossetane, suscitando anche qualche critica, a cui peraltro l’artista era abituata fin dagli inizi della sua carriera.

All’inizio degli  anni ’60 realizzò per il Museo di  Arte Moderna di Stoccolma “Hon/Elle”, una gigantesca donna incinta di 28 metri di lunghezza, in procinto di partorire, in cui i visitatori potevano accedere attraversando la vagina per raggiungere un bar e un piccolo planetario posti all’interno dei seni.

a prescindere dai giudizi più o meno concordi di critica e pubblico, Il merito di Niki è quello di aver creato sculture intrise di dinamismo, che non possono lasciare indifferente chi le osserva, perché costringono a un’interazione esplicitata e a un percorso di riflessione su temi importanti come il rapporto dell’uomo con la natura, solo inizialmente celato dallo strato di luccicante giocosità barocca con cui l’artista ha avvolto le sue opere.

Mariano salvatore

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