HALLOWEEN: LA LEGGENDA DI JACK O’LANTERN

Halloween è alle porte. La sera del 31 ottobre, feste colorate di arancio, viola e nero rievocheranno, più o meno consapevolmente, un rito pagano che affonda le proprie origini nella notte dei tempi.

halloween

Anche se ormai ha acquisito i connotati di una festa commerciale in stile U.S.A., in origine Halloween era una festività celtica, conosciuta come  Samhain, “fine dell’estate”, diffusa in varie forme in buona parte dell’Europa centro-settentrionale. Nata per celebrare, in una civiltà principalmente agricola, il termine della stagione estiva e il buon esito dell’ultimo raccolto attraverso falò, canti e balli propiziatori. Un rito, insomma, strettamente legato alla natura, intesa come entità da rispettare e non soltanto come pura materia da sfruttare.

CapanneVillaggio_Low[1]

Villaggio celtico

L’avvento del cristianesimo ha tentato di sostituire l’antica celebrazione pagana con la ricorrenza religiosa di Ognissanti, (da cui il nome in inglese arcaico, All-Hallows-Eve, vigilia di tutti i santi), posta il 1 novembre da papa Gregorio IV, nell’anno 840.

Lo spirito dell’antica Samhain non è stato del tutto rimosso, come testimoniano le numerose feste locali ancora esistenti in tutto il “vecchio continente” e inaspettatamente diffuse anche in molte regioni d’ Italia.

A Serra San Bruno, in Calabria, è ancora viva la tradizione secolare del “Coccalu di muortu”. I ragazzini dopo aver modellato una zucca con le sembianze di un teschio, girano per il paese in cerca di offerte.

A Orsara di Puglia, un piccolo paese montano della provincia di Foggia, la notte tra il 1 e 2 novembre, si celebra la “Notte dei Fuochi”. Si accendono falò davanti ad ogni abitazione per illuminare la strada di casa ai defunti che in quella notte tornano dall’oltretomba.

Caratteristiche simili alla celebrazione celtica si riscontrano anche nell’antica festa di Sant’Andrea celebrata a Martis, in Sardegna, dove giovani vagano di casa in casa, esibendo zucche intagliate alla ricerca di dolci, mandarini e fichi secchi.

jack-o-lanterns[1]

zucche intagliate per la notte di Halloween

Gli esempi potrebbero continuare citando molte altre feste, sparse qua e là lungo lo “stivale”, in cui gli aspetti ricorrenti sono sempre il fuoco, la rievocazione dei morti e l’immancabile zucca intagliata.

Elementi compresi nel famoso racconto irlandese legato alla notte di Halloween: la leggenda di Jack O’ Lantern.

Jack era un fabbro astuto ma anche un incallito ubriacone, avaro e spregevole. Nella sua vita aveva commesso nefandezze di ogni sorta, al punto che, il giorno della sua morte, il diavolo in persona arrivò da lui per reclamare la sua anima, trovandolo intento a scolarsi l’ennesimo boccale di birra in uno dei pub più malfamati d’Irlanda. Jack non ebbe nulla da obiettare alla richiesta del demonio, ma gli chiese di offrirgli un’ultima birra, suggerendo al maligno, sprovvisto di denaro, di trasformarsi in una moneta. Il demonio acconsentì e jack prontamente infilò il diavolo nel suo borsello in cui conservava una croce d’argento, impedendogli di riprendere le sue fattezze demoniache. In cambio della liberazione, Jack ottenne dal diavolo di essere lasciato in vita per altri dieci anni, solo al termine dei quali avrebbe ceduto la sua anima.

Scaduto il termine concordato, i due si incontrarono sotto un grosso melo. Prima di partire per gli inferi, jack chiese a Satana, come ultimo desiderio, di prendergli una mela.  Anche questa volta il diavolo acconsenti, ma salito in cima all’albero non poté più scendere, perché nel frattempo Jack aveva inciso una piccola croce sul tronco.

 Questa volta il demonio fu obbligato a promettere che non lo avrebbe cercato mai più.

La leggenda di Stingy Jack[1]

Jack viene scacciato dagli inferi

 Di li a poco, però, Jack morì e, giunto alle porte del paradiso, venne allontanato per i gravi peccati commessi in vita. Il poveraccio decise allora di recarsi all’inferno, ma anche qui fu scacciato in ricordo della promessa estorta con l’inganno al diavolo.

Unica concessione fu il dono di una torcia per rischiarare il buio della notte che Jack mise all’interno di una rapa (in seguito sostituita dalla tradizione con la caratteristica zucca) che aveva con sé. A jack non restò che vagare senza tregua alla ricerca di un luogo di riposo sulla terra.

Halloween sarebbe il giorno nel quale Jack va a caccia di un rifugio, e gli abitanti di ogni paese devono appendere lanterne fuori dalla porta per indicare all’infelice anima che la loro casa non è posto per lui.

Questa in sintesi la leggenda che ha concorso a rendere celebre in tutto il mondo la notte più misteriosa dell’anno.

Ricercare l’origine della festa di Halloween è importante non soltanto per soddisfare una curiosità storica, ma soprattutto per non ridurre una festa antica e legata a riti delle remote civiltà rurali europee a una sorta di macabro carnevale autunnale.

 

 

J.P. Douglas

 

Comments are closed

  • Condividi

    Facebook