I GIARDINI IRREALI DI TORINO

 

 

Giugno 1982, la scuola appena terminata, la nazionale di calcio di Bearzot si preparava alla partita d’esordio ai mondiali iberici, mentre io, 5 anni appena compiuti, ero pronto per un evento epocale: staccare una volta per sempre le traballanti rotelle dalla mia bici. Luogo prescelto, i giardini di Palazzo Reale.

giardini reali di torino prima della chiusura

 Eleganti, tranquilli e soprattutto lontani dal traffico non ancora regolamentato della Torino di inizio ’80. Un luogo perfetto per imparare a pedalare in totale libertà, cercando di evitare cadute rovinose sul ghiaino dei viali alberati. Non ci volle molto per imparare, per poi continuare a pedalare sempre più disinvolto nei tanti parchi della città.

Crescendo i giardini sono stati meta di merende, poi con l’università di pomeriggi di studio disteso sul prato affollato da studenti e ragazzi; prima da solo, in seguito in dolce compagnia. Un luogo perfetto e amato dalla cittadinanza che ha contribuito alla mia crescita culturale e sentimentale.

La fiaba del “Giardino segreto” si è bruscamente interrotta verso la fine del 2001, quando l’Amministrazione comunale ha deciso di chiuderli al pubblico per utilizzarli come area cantiere e movimentazione mezzi per il restauro della cappella del Guarini e l’ammodernamento della galleria sabauda. Questo almeno quanto affermato dal direttore di Palazzo Reale, Daniela Biancolini, sulla Stampa del 28 agosto del 2011.

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Giardini reali di Torino, come si presentano oggi.

Lavori che a distanza di 13 anni evidentemente non sono ancora terminati e hanno sottratto ad un’intera generazione di ragazzi uno dei luoghi più suggestivi di Torino.

L’Italia, si sa, è un paese che ama i cantieri e non vorrebbe che finissero mai (Autostrada Salerno-Reggio Calabria docet). Dopo un po’ ci affezioniamo a questi bei cantieri con macchinari spesso fermi in piazzali fangosi e incominciamo a pensare che sia il cantiere stesso il fine dei lavori.

All’interno dello stesso articolo la Biancolini dichiarava: «… A breve gli stessi Giardini saranno oggetto di un restauro imponente, sia sotto il profilo impiantistico che formale, ritrovando entro due anni gli antichi tracciati sei e settecenteschi, rinnovando le alberate ormai esauste per vetustà. Contiamo di poter offrire ai torinesi e ai visitatori sempre più numerosi uno spazio verde più sicuro, accogliente e suggestivo».

Purtroppo i due anni previsti sono passati, e ci avviamo verso il 2015 senza poter ritrovare gli amati giardini. Nuove previsioni daterebbero la riapertura dei giardini reali alla prossima primavera, in occasione dell’ostensione della Sindone e della visita papale. Allo stato attuale i giardini non sembrano pronti per l’attesa riapertura e non appaiono evidenti nemmeno gli interventi di piantumazione descritti.

non si può fare altro che attendere fiduciosi la nuova data, sperando che Papa Francesco riesca a smuovere quello che è rimasto fermo per oltre un decennio.

                                                                                                                                                                                                       Mariano Salvatore

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